La direttiva 85/384/CEE ha indacato che "la creazione architettonica, la qualità edilizia, il loro inserimento armonico nell'ambiente circostante e il rispetto del paesaggio e dell'assetto urbano nonchè del patrimonio collettivo e privato rivestono un interesse pubblico".
La risoluzione del Consiglio UE 13982/00 del 12-1-2001 esprime l'importanza "..che un'architettura di qualità, migliorando il quadro di vita ed il rapporto dei cittadini con il loro ambiente, sia esso rurale o urbano, può contribuire efficacemente alla coesione sociale, nonchè alla creazione di posti di lavoro, alla promozione del turismo culturale e allo sviluppo economico regionale".
La relazione al recente disegno di legge sulla qualità architettonica (ddl n. 1264/2008 "Bondi"), si legge che "è necessario evidenziare il valore culturale e sociale dell'architettura, individuandone la funzione fondamentale nell'ambnito della corretta gestione del territorio e nella definizione dei contesti storici, ambientali e sociali. Nelle città, devastate dalla bruttezza e dal degrado, si annidano fenomeni allarmanti di disagio sociale: la bruttezza e soprattutto il degrado generano violenza."
Anche la disciplina edilizia si occupa di sicurezza, quale requisito costruttivo imprescindibile; al proposito il testo unico edilizia stabilisce che:
a) i regolamenti edilizia debbano disciplinare le modalità costruttive, con particolare riguardo al rispetto delle normative tecnico-estetiche, igienico-sanitarie, di sicurezza e vivibilità degli immobili e delle pertinenze degli stessi (ved. art. 4 comma 1 d.p.r. 380/2001);
b) il certificato di agibilità attesta la sussistenza delle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico degli edifici e degli impianti negli stessi installati, valutate secondo quanto dispone la normativa vigente (ved. art. 24 comma 1 d.p.r. 380/2001));
La sicurezza in "architettura" è dunque, al contempo, un requisito e un aspetto, caratterizzato da una sorta di poliedricità perchè "interessa" più scale: da quelle specifiche (territoriale, urbana ed edilizia) a quelle più generali (economica, sociale).
La sicurezza è, di conseguenza, un "interesse" strettamente collegato alla qualità, e quindi alla vivibilità intesa come condizioni (o qualità della vita), sempre presente nei processi di ideazione e realizzazione architettonica.
L'architettura, intesa anche nella sua accezione urbanistica, paesaggistica ed ambientale, interferisce con "sicurezze" che, come visto, escono dalla stretta scala edilizia (strutturale, impiantistica).
L'ideazione e la realizzazione di qualsiasi opera architettonica (anche infrasstrutturale - anche se più propriamente "ingegneristica") influisce sulle condizioni di sicurezza reale e percepita: quest'ultima non è meno importante di quella reale (ved. rapporto Censis 1998).
Da qualche tempo la sicurezza attinente l'architettura viene per così dire distinta in vari modi tra i quali:
Si tratta di ambite nei quali i processi di ideazione e realizzazione diventano fondamentali al fine di ricomprendere tutte le condizioni legate ai vari tipi di sicurezza e che, come detto, ineriscono anche alla qualità in senso lato.
Questo modo di pensare ed agire si ritiene debba portare a nuove considerazioni anche in termini di competenze professionali, specie quelle esclusive (nel senso di escludenti), ovvero nella qualificazione delle "categorie di opere".
Si pensa, ad esempio: